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Stop alla violenza a danno degli Operatori della Salute

di M. Cannavò

27.00

Ci troviamo quindi di fronte ad un fenomeno di proporzioni spaventose che richiede, come sottolinea questo libro, un approccio multidimensionale ed integrato, capace di agire sui singoli fattori di rischio, ma di attivare anche strategie di prevenzione di lungo periodo.
Mentre scrivo queste righe è in corso l’emergenza sanitaria da Covid-19, la più grave pandemia che abbiamo dovuto affrontare dai tempi della Spagnola. Mai come in questo momento la tutela della sicurezza degli operatori sanitari deve essere una delle priorità del nostro sistema, perché, come recita una campagna lanciata da Fnomceo nelle scorse settimane, se aggredisci un medico “Poi la vita, chi te la salva?”.
In questo momento, oltre a proteggere gli operatori sanitari dal possibile contagio, occorre difenderli dal burnout e dalle conseguenze psicologiche nefaste della violenza fisica e verbale.

Descrizione

Durante la mia attività professionale ho conosciuto medici, infermieri, operatori sanitari e sociali presi a calci e pugni, ingiuriati, diff amati, minacciati e spesso anche denunciati dai pazienti e dai loro familiari. Tutti si sentivano soli ed indifesi, senza il supporto dei colleghi e dell’Azienda e umiliati proprio da quei Cittadini che chiedevano di essere curati.

Come ha dichiarato la Dr.ssa Serafina Strano, stuprata da un paziente durante il turno di guardia medica, “le violenze fisiche finiscono, ma le violenze psicologiche sull’anima continuano…
Sono un medico psichiatra e psicoterapeuta e non potevo assistere impotente alla strage silenziosa degli operatori che dedicano la loro vita agli altri. Così ho deciso di dare il mio personale contributo alla prevenzione e gestione della “Violenza a danno degli operatori”, definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanitàil più importante fattore di rischio per la salute degli operatori sanitari”.
Ma cosa c’entra la violenza sul lavoro con la mia professione di psichiatra e di psicoterapeuta?
Nello studio che ho effettuato sugli operatori di un Dipartimento di Emergenza di un’Azienda Romana durante il Dottorato di Ricerca, è emerso che la violenza è sempre un trauma, anche nei casi più lievi, ed è il più importante fattore di rischio predittivo di disturbi psicologici e psichiatrici come lo stress, il burnout, il disturbo da stress post-traumatico, i disturbi d’ansia ed i disturbi depressivi.
Anche durante i colloqui individuali molti medici ed operatori sanitari mi hanno confessato di ricorrere all’uso di psicofarmaci, soprattutto benzodiazepine ed antidepressivi, per sedare la loro ansia e la loro depressione, senza la prescrizione del medico psichiatra e l’associazione con il necessario percorso psicoterapeutico.

Ma l’assunzione degli psicofarmaci, in assenza di una diagnosi precisa e di un percorso specialistico con terapie appropriate, rappresenta un serio pericolo per gli operatori, a rischio di cronicizzare il loro malessere, oltre che una grave minaccia per i Cittadini. Purtroppo c’è un pesante stigma sociale nei confronti delle malattie mentali ed i cittadini in generale, e gli operatori sanitari in particolare, hanno spesso timore e vergogna di rivolgersi a noi psichiatri, che siamo considerati ancora oggi i “medici dei matti”. Bisogna evitare le nuove emergenze sociali: lo stress, il burnout e la depressione dei professionisti della salute, a rischio di diventare “i nuovi pazienti”.

E poi…
Se gli Operatori sanitari si ammalano, Chi si prenderà cura dei Cittadini?
La violenza non è solo un problema di sicurezza. Se è importante migliorare la sicurezza dei luoghi di lavoro e bloccare l’escalation della violenza, è urgente intervenire soprattutto sul benessere e sulla salute degli operatori della salute, coloro che si prendono cura dei cittadini, i pilastri del Servizio Sanitario Nazionale.
Così ho progettato un modello di intervento multidimensionale ed integrato per la prevenzione e la gestione della violenza e dello stress correlato. Il modello è finalizzato a modulare sia i fattori di rischio che favoriscono il fenomeno sia i fattori che promuovono la salute, intesa come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, che non consiste solo in un’assenza di malattia o d’infermità”. Tuttavia, consapevole che un intervento legislativo è molto importante per l’eliminazione delle molestie e della violenza nel mondo del lavoro, ho elaborato una proposta di legge
per la prevenzione del fenomeno e la protezione delle vittime.

Ritengo infine fondamentale l’attuazione di tutte le iniziative di prevenzione della violenza e dello stress, la promozione del benessere mentale e la lotta allo stigma nei confronti delle malattie mentali per consentire ai lavoratori di accedere senza paura alle cure psicologiche e psichiatriche ed evitare il ricorso alle “terapie fai da te”. Al riguardo, in America ed in altri paesi europei come la Francia, la Spagna e l’Inghilterra esistono già da tempo cliniche psichiatriche dedicate e specializzate per la cura dei professionisti della salute.

Informazioni aggiuntive

ISBN

978-88-6515-164-8

Pubblicato

Ottobre 2020

Formato

Brossura

Pagine

238

Interno

Colori

Lingua

Italiano

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