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Percorsi diagnostici in Ematologia

di Umberto Recine, Angela Rago, Tommaso Caravita di Toritto, Claudio Gambetta

 

36.00

Questo “manuale” si propone di aiutare i non ematologi ad interpretare dati di laboratorio e manifestazioni cliniche che possano essere segni di malattie ematologiche. E’ diretto pertanto a professionisti di laboratorio, medici di famiglia, internisti o geriatri che nella loro pratica quotidiana si trovano di fronte ad una leucocitosi, una tumefazione del collo o un’elettroforesi anormale e non sanno come ricercarne la causa. Le flow chart dei singoli capitoli si propongono appunto di suggerire le tappe diagnostiche che portino dall’anomalia clinico-laboratoristica alla diagnosi di malattia.

I coordinatori dell’opera, tutti docenti della Scuola Medica Ospedaliera, hanno raccolto in questo manuale i contenuti delle lezioni che ogni anno tengono nel corso omonimo, incoraggiati dagli stessi studenti, che lamentano la mancanza in commercio di un manuale cui fare riferimento. Si tratta pertanto di una scommessa che si prefigge di riempire in maniera più completa, organica e sistematica quel vuoto formativo che il più delle volte “tampona” superficialmente Internet.

Descrizione

Abbiamo deciso di scrivere questo testo dopo aver constatato nei corsi di Ematologia Pratica che teniamo da anni per la Scuola Medica Ospedaliera di Roma, che esiste un “vuoto formativo in ematologia”, per i non specialisti, patologi clinici, medici di medicina generale o internisti, difficilmente
colmabile, anche con il ricorso alle fonti disponibili in rete. Eppure questi professionisti quotidianamente si trovano di fronte ad anomalie di laboratorio o condizioni cliniche suggestive di patologie ematologiche. Essi spesso non conoscono, per la loro stessa formazione, il percorso da seguire per orientarsi sia nell’ambito della diagnostica sia nella valutazione del rischio che per esempio una leucopenia può comportare per il paziente. I nostri discenti, pur apprezzando di anno in anno il taglio pratico e colloquiale dei nostri seminari, lamentavano che le sole slide fornite alla fine del corso non fossero sufficienti a consentire l’approfondimento dei singoli argomenti. Hanno sempre denunciato la mancanza di un testo scritto con la stessa impostazione che utilizzavamo nelle lezioni, con la stessa semplicità e efficacia formativa. Le antiche dispense, diremmo noi.
In realtà sono soprattutto i patologi clinici, medici e biologi di laboratorio, che non hanno un testo di riferimento e che vivono la condizione, professionalmente unica, di valutare un dato di laboratorio senza aver di fronte il paziente, poterlo riferire ad una persona fisica, ma semplicemente
ad una “macchina” e potersi fare aiutare, per orientarsi, dalle informazioni derivanti direttamente dall’intervista anamnestica che spesso in questi casi incanala la diagnostica. L’esame fisico di un malato generalmente offre un’immediata valutazione del suo rischio clinico.
Sotto la spinta di queste esigenze, abbiamo pertanto voluto impostare il testo partendo dal dato di laboratorio o dal dato clinico di fronte al quale si può trovare il medico non specialista: una leucocitosi o leucopenia o un picco monoclonale o una linfoadenopatia e immaginando di portare per
mano il professionista lungo un percorso che punta al riconoscimento della causa più probabile di quel dato patologico. In altri termini abbiamo voluto tracciare delle flow chart semplificate per raggiungere una conclusione diagnostica e dei criteri semplici e il più possibile oggettivi per valutare il rischio clinico del paziente. Per fare un esempio, un picco monoclonale di oltre 3 g/L rende elevata la probabilità che quel paziente abbia una neoplasia plasmacellulare, mentre se la sua quantità è 0.5 il rischio di una neoplasia ematologica è decisamente basso nell’immediato.
Il board editoriale si è sforzato di “passare” questo intento scientifico agli Autori che hanno accettato di collaborare dimostrando di aver recepito lo spirito che ci ha spinto e sostenuto nella nostra fatica: il nostro testo non vuole essere un altro tra gli innumerevoli volumi di Medicina di laboratorio o Ematologia pubblicati, ma promuovere una conoscenza pratica nel mondo professionale reale, riempire quel vuoto formativo proponendo un percorso che va dal segno o dal numero alla sua causa e non da una malattia ai suoi segni caratteristici o meno.
Vogliamo qui ringraziare il dr. Attilio Tordi, ematologo della UOSD di Ematologia della Asl Roma1, per averci messo a disposizione parte dell’iconografia del testo raccolta con paziente ricerca e capacità tecniche.
Tutti gli autori, che qui vogliamo ringraziare sinceramente per lo sforzo portato avanti e per la loro competenza, si sono adeguati e il board editoriale si è preso l’incarico di omogenizzare il più possibile gli stili e indirizzare la trattazione verso la semplificazione del problema e non la specificità esasperata della trattazione specialistica.
Avendo esperienza di quanto siano irritanti, per qualcuno che sta cercando di “capire”, le sigle e le abbreviazioni, abbiamo inoltre voluto allegare una lista degli acronimi riportati nel testo e utilizzati più di frequente nella comunicazione scritta e orale tra professionisti nel nostro Paese. Ancora
meno di quanto non avvenga nei Paesi Anglosassoni. In alcuni casi si è ricorso agli acronimi in inglese ormai entrati nell’uso corrente anche fra noi Italiani, mentre in altri abbiamo preferito utilizzare la nomenclatura italiana, perché ancora prevalente nel nostro Paese. Per capirci, la leucemia mieloide cronica viene da noi abbreviata come LMC (e non MCL) e i linfomi non Hodgkin come LNH (e non NHL), mentre per i globuli rossi e quelli bianchi abbiamo deciso di utilizzare gli acronimi RBC e WBC e non GR o GB perché la stragrande maggioranza dei contaglobuli in uso stampa i risultati con la denominazione inglese.
Nell’elenco allegato abbiamo comunque voluto indicare gli acronimi in entrambe le lingue.
Un’altra appendice che ci è sembrato utile aggiungere al testo è quella delle flow chart diagnostiche più comuni che abbiamo considerato fruibili dai nostri lettori: nel testo si rimanderà a quella corrispondente con un numero da ricercare nell’appendice “dei percorsi”.

Abbiamo dotato il testo di un’iconografia essenziale per accompagnare la trattazione dei singoli argomenti, ma abbiamo l’intenzione in tempi brevi di aggiungere un gran numero di immagini provenienti dall’archivio di ognuno degli Autori su supporto informatico allegato o sul web, con utilizzo
consentito ai lettori del testo.
Infine, per quanto riguarda le unità di misura utilizzate nel testo, ci siamo uniformati alle indicazioni della letteratura internazionale che utilizza quelle standard raccomandate da un board di esperti e che dovrebbero valere per tutto il mondo scientifico occidentale. Ci rendiamo conto però
che in alcuni casi queste non coincidono con le unità di misura usate dalla maggior parte dei laboratori in Italia per cui anche su questo punto abbiamo optato, per l’emoglobina e l’ematocrito, dove possibile, per l’uso di entrambe le unità.
Il testo è risultato sufficientemente rigoroso, pratico e facile da usare, come era nostra intenzione e l’Editore ha convenuto sull’appropriatezza del formato che abbiamo proposto: adatto “alla tasca del camice” o comunque a portata sulla scrivania del professionista. Anche il formato deve
essere coerente con gli scopi di un libro tecnico.

Umberto Recine
Angela Rago
Tommaso Caravita di Toritto
Claudio Gambetta

Informazioni aggiuntive

ISBN

978-88-6515-21-71

Pubblicato

Settembre 2023

Formato

Brossura

Pagine

276

Interno

Colori

Lingua

Italiano

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