Dal sintoma dolore alla diagnosi clinica

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  • G.G.Neri Serneri


Questo Trattato di diagnostica clinica è sostanzialmente un Trattato di Clinica perché non descrive il dolore nelle varie malattie, ma, partendo dall'analisi del sintoma dolore, guida il medico alla presumibile diagnosi clinica mediante il ragionamento induttivo che è proprio del ragionamento clinico.


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€40,95
Data uscita

Gennaio 2015

isbn

978-88-6515-101-3

Rilegatura

Brossura

interno

B/N

Pagine

417

LINGUA

Italiano

Qualcuno potrebbe chiedersi il perché di un Trattato di diagnostica clinica basato sul sintoma dolore in un'epoca in cui il progresso tecnologico mette a disposizione del medico mezzi di indagine clinica, non pochi dei quali impensabili solo uno o due decenni fa. Questa ampia disponibilità di mezzi di indagine può essere una spada a doppio taglio, se questi non sono razionalmente utilizzati, perché può spingere il medico a delegare la sua diagnosi ad una serie di indagini e di esami molti dei quali, talvolta, possono essere in soprannumero o non razionalmente appropriati per quel singolo paziente.
Se viene adottato questo non corretto uso dei mezzi di indagine, ne consegue un aumento dei costi, talvolta una certa pigrizia del medico, e soprattutto un possibile ritardo dell'intervento terapeutico, sia esso di tipo medico che di tipo chirurgico.

D'altra parte il razionale impiego di qualunque esame strumentale e/o di laboratorio presuppone che il medico abbia già formulato una preliminare ipotesi diagnostica fondata sull'anamnesi e sull'esame clinico del paziente.Questo Trattato di diagnostica clinica vuole essere un mezzo per impostare correttamente e giungere rapidamente ad una prima diagnosi clinica eventualmente da confermare con un impiego mirato sia delle indagini di laboratorio che delle indagini strumentali.

Il Trattato è basato sul sintoma dolore e sulla sede dove viene avvertito, perché questo sintoma si trova in quasi tutte, se non in tutte, le malattie. Questo però non sarebbe motivo sufficiente per scrivere un Trattato di diagnostica clinica, se lo sviluppo delle conoscenze sul dolore e sui suoi meccanismi di produzione non ne avesse fatto un sintoma fondante per la diagnostica della grande maggioranza delle malattie.
Gli studi di anatomia e fisiologia delle vie e dei centri del dolore, insieme agli studi di fisiopatologia e di clinica del dolore, hanno dimostrato che non esiste il dolore, ma esistono tipi diversi di dolore, ciascuno dei quali ha proprie caratteristiche semeiologiche e cliniche (vedi Capitoli 5 e 6). Così, vanno ricercate le caratteristiche peculiari del dolore, in modo da identificarne il tipo avvertito dal paziente e, conoscendo la sede dove si genera il dolore, giungere all'interpretazione clinica del dolore e quindi alla probabile diagnosi.

Pertanto questo Trattato, diversamente dai Trattati di Patologia Medica o Chirurgica, non descrive il dolore quale semplice componente del quadro clinico di una malattia di organo o di struttura, ma affronta il problema diagnostico del dolore come elemento fondante della diagnosi a partire dalla sede dove è avvertito. Il Trattato è stato impostato in modo tale che il medico, una volta appresa dal paziente la sede dove avverte il dolore (che non sempre si identifica con la sua sede di origine) proceda all'analisi del dolore allo scopo di identificarne il tipo. Poiché dolori che prendono origine da sedi diverse vengono assai frequentemente avvertiti in una stessa sede, ogni Capitolo si apre con l'impostazione diagnostica di quel determinato tipo di dolore in quella determinata sede. L'iter diagnostico non finisce con la diagnosi clinica presumibile, perché, per acquistare solidità, questa deve superare il vaglio della diagnosi differenziale nei confronti di quadri clinici somiglianti. Per facilitare la diagnosi differenziale il Trattato riporta in forma sintetica, anche se dettagliata, i quadri clinici delle singole affezioni che si manifestano con il tipo di dolore avvertito dal paziente; sono inoltre suggerite le indagini strumentali e di laboratorio necessarie affinché la diagnosi clinica formulata sull'interpretazione del dolore del paziente possa trovare la necessaria conferma e i dovuti approfondimenti delle indagini strumentali e di laboratorio

Gian Gastone Neri Serneri

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